Nel paese senza matti

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Nel paese senza matti tratta della condizione italiana, unica al mondo, di rinuncia nazionale agli ospedali psichiatrici, ovvero ai luoghi di ricovero in lungodegenza per i pazienti psichici gravi.  

L’autore descrive, da osservatore esterno, i malati che girano abbandonati in città e, da partecipe diretto — come medico psichiatra spesso chiamato come perito a valutare persone che hanno commesso reati —, le condizioni paradossali di autonomia di cui godono persone che non sono ancora cresciute nel proprio controllo emozionale ed avrebbero bisogno di essere mantenute e guidate. Ipotizza anche il perché si sia arrivati a una condizione di abbandono di tale costoso e difficile compito, in primis da parte dello stato e poi dagli operatori nominalmente  addetti a quelle cure, che sono di fatto impossibili in assenza delle strutture preposte e per il lungo tempo richiesto.

Spiega infine le necessità di contenimento che caratterizzano ogni umano dalla nascita in poi, fino al raggiungimento dell’autonomia che permette la vita sociale.

 

Vengono inoltre presentati alcuni contributi del dott. Alberto Spadoni, psicoanalista ordinario della Società Psicoanalitica Italiana, che porta proprie esperienze e riflessioni quale ex primario dell’Ospedale Psichiatrico Roncati di Bologna, struttura  che, qualche anno prima della rivoluzione basagliana, aveva assunto caratteristiche modello nel necessario rinnovamento delle lungodegenze per psichici gravi.

 


Categoria Libri